Intervista al poeta Danilo
Chilelli al suo esordio come pubblicista con il libro “Poesie d’amore”,
pubblicato con Ghaleb editore nel 2024.
Intervista a cura di Dani Larsen scrittore
1 Dani Larsen: Cominciamo con una domanda semplice ma
diretta:
come è nato il tuo approccio verso
la poesia e la scrittura?
Danilo Chilelli: Ho cominciato a scribacchiare con timidi tentativi in
età molto giovanile, ancora bambinotto tra i dieci e i tredici anni, all' epoca
a diverse persone piacevano le mie poesie di allora umili e romantiche.
Ho sentito il bisogno con gli anni di mettere per
iscritto quello che non riuscivo a comunicare dei miei sentimenti, delle mie
emozioni, dei miei batticuori, dei miei conflitti interiori di allora con il
mondo esterno ed in particolare verso il mio maggiore problema di sempre: le
donne.
2 Larsen: Vorrei
parlare del tema principale
delle tue poesie: l’amore. Che cos’è per te questo sentimento?
Chilelli: L'amore appunto oggi come oggi lo posso vedere in
diverse sfumature. La retorica mi spinge a dire che l'amore è il sentimento che
si prova quando ci attrae una persona, ma io purtroppo ho spesso confuso con l'essere
attratto all' approccio di fronte ad una bella donna e la paura del batticuore
come soggetto emotivo e con i suoi problematici svantaggi di essere all'altezza
della situazione che si viene a creare e di sapermela cavare indipendentemente
da quello che ci esce fuori. In realtà, oggi come oggi il sentimento e l'amore
che provo verso le donne e nel rispetto del sogno di incontrare come per tutti
mai l'anima gemella non solo nell'attrazione carnale dell'alchimia, la chimica
dell'empatia simpatia, dell' attimo fuggente, ma nel trovare tra tantissime
donne una persona che ci tenga a me con i miei limiti e difetti e li trasformi
in pregi. Che ci tenga a prendersi cura di me nonostante le mie regole rigide
in amore nel trovare quella profondità d'animo e sensibilità nelle donne per un
sensibile come me magari la bellezza e il corpo, diciamo l'immagine la guardo
nell' insieme di tutte le componenti di carattere e personalità come la
preferenza del debole per la donna elegante come me, così come l'amore per una
che non mi giudichi dall' apparenza o dalla classe sociale e che abbia magari
gusti in comune e magari nasca per la mia poesia cinema e teatro una
collaborazione lavorativa e sentimentale e soprattutto una che non mi faccia
cadere nella provocazione illusoria.
3 Larsen: Nella
presentazione del libro si legge che le tue poesie sono definite “filosofiche
di tradizioni e innovazioni”
in quanto ci sono “rime ben precise”, con la lunghezza dei versi alternata a
seconda del caso. Infatti le tue poesie hanno una certa musicalità. Le trovo
molto belle, impreziosite con alcuni termini, non banali ma che sanno toccare
l’animo di chi legge.
Chilelli: Ho cercato di fare una poesia che sappia sposare il
commerciale delle rime all'intellettuale dei concetti con parole spesso
personalizzate che non si usano tra i luoghi comuni di tutti i tipi di poeti e
poetesse, per dare quel tocco originale che possa piacere al pubblico e
suscitargli emozioni. Ma accontentare il pubblico non è mai facile quando le
aspettative sono alte mettendosi nei panni di chi scrive.
4 Larsen: Le tue
poesie parlano principalmente di amori vissuti, perduti, mai avuti, però alla
fine c’è sempre una velata prospettiva positiva, come un lieto fine. Quello che
mi ha colpito sono alcuni vocaboli che citi spesso e che danno ai testi un
certo dinamismo, come per esempio “amore, cuore, batticuore, calore”. Oppure
“modella, fotomodella” e tanti altri.
Chilelli: Sì, ripeto le parole come amore batticuore cuore
emozioni sensazione espressioni. Sono le classiche che troviamo con ogni poesia
messe in rima per enfatizzare e aiutarmi nella composizione e altre parole come
fotomodella modella e supermodella riportano per iscritto tutte le mie passioni
che riguardo il mio mondo in tutte le sue sfaccettature come il sogno di una
bella donna o ex modella come elegante compagna di vita per la mia passione per
la moda, così altre definizioni o immagini che hanno le caratteristiche dei
miei passatempi preferiti come il descrivere nella fisionomia la donna ideale
mai incontrata nell' immaginario collettivo che nell'egoismo del poeta porta
eterna tristezza e solitudine.
5 Larsen: Anna è
la tua musa ispiratrice. Chi è in realtà?
Chilelli: Anna è un icona perché è un nome che letto al
contrario (palindromo) è reversibile mi piace perché mi fa pensare ad una bella
ragazza immersa nella panna montata, ma dovrebbe essere stato il nome di un
hostess di terra da cui che bellezza accecante qui colpito quando facevo il
militare all'aeroporto militare di Ciampino nel 1996/1997.
6 Larsen: Da Roma,
per pubblicare, hai dovuto raggiungere Vetralla, in provincia di Viterbo. Come
hai conosciuto Ghaleb editore?
Chilelli: Davide Ghaleb l'ho conosciuto tramite il motore di
ricerca Google in maniera semplice alla voce case editrici di Viterbo e
provincia.
7 Larsen: Ho
notato che il libro lo hai dedicato a tuo padre Salvatore, eri molto legato a
lui? La tua famiglia quanto ha influenzato sui tuoi testi e sulle scelte di
vita in generale?
Chilelli: Ho dedicato il libro a mio padre, scomparso all'
improvviso senza fare in tempo a salutarlo tutti noi all'ospedale, nel
tentativo di salvarlo da un brutto aneurisma.
La mia famiglia senza infamia e senza lode, come
spesso succede nel cammino di un giovane, cerca di dare consigli e volere
quello che pensano sia la strada giusta per suo figlio. Ma inizialmente nei
mestieri e la vita di tutti i giorni furono condizionati dai miei genitori, ma
poi io ho parlato chiaro riguardo la scelta delle candidature nella vita in un
percorso dove da tanti, troppi anni sto gettando le basi da perseguire.
8 Larsen: Cosa pensi dei software programmi dei
computer che ti aiutano o ti scrivono sceneggiature libri poesie e canzoni al
posto tuo, e ormai si parla di intelligenza artificiale sulla scrittura.
Chilelli: Ho provato una volta e più l'intelligenza artificiale
del WhatsApp che abbiamo tutti, mi sono fatto scrivere poesie a tema come
quelli che usano i software programmi appositi per aiutarsi a scrivere più con
ordine semplice e riassuntivo schematico e convincente. La trovo una furbata
per mascherare i propri limiti e pregi e firmare a nome proprio quel che ha
fatto il personal computer che ti imposta regole rigide e limita libertà,
soggetto ,verbo, complemento, avverbio, aggettivo e originalità di avere un
proprio stile unico e profondo come chi si fa furbescamente scrivere le poesie
su commissione e poi le firma e interpreta e spiega lui bene, ingannando il
pubblico che gli sta bene e asseconda. Ho fatto ripeto delle prove con queste
tecnologie ma le ho lasciate stare per la mia dignità di artista e per un
pubblico critico costruttivamente.
9 Larsen:
Che idea ti sei fatto
dell'accademia della Crusca e dei Lincei che decidono quali vocaboli del
vocabolario normale e vocabolario dei sinonimi e contrari ufficiali adattare
ogni anno che passa e cosa pensi a tal proposito di chi scrive in dialetto o
vernacolo e sceglie le parole da scrivere con l'aiuto di vocabolari etc.
Chilelli: Aiutarsi con il vocabolario compreso quello dei
sinonimi e contrari è umanamente lecito per vedere se una parola è più adatta o
meno ad ogni propria composizione, ma mi sorgono dubbi se un poeta li usa per
ogni poesia sul grado e livello della propria preparazione culturale.
Per quanto riguarda il dialetto a me personalmente lo
rispetto a chi è attaccato al folclore e alle tradizioni della propria terra di
origine o di adozione ma per scrivere io non li uso e non li studio i dialetti
perché li trovo qualcosa di una mentalità locale e provinciale.
Il dialetto non lo trovo di mentalità internazionale
tranne rare eccezioni proprio perché può cambiare da frazione a paese. Il
vernacolo è comico e grottesco ma lo trovo troppo offensivo perché è fatto con
riferimenti politici.
Tornando al dialetto è difficile da fare capire il
dialetto napoletano ad un pubblico milanese figuriamoci ad un pubblico
americano.
Per quanto riguarda l'accademia dei Lincei e della
Crusca penso che chi la gestisce da trent'anni a questa parte dovrebbe farsi un
bell'esame di coscienza visto che l'organigramma dirigenziale autorizza a
mettere parolacce e bestemmie nelle poesie, così come mandare a quel paese
qualcuno sia lecito e dovuto in qualsiasi modo e maniera.
10 Larsen:
Secondo te chi dovrebbe scrivere
e pubblicare e vendere i libri sotto tutti i mezzi di editazione e
distribuzione degli strumenti possibili immaginabili dai tradizionali agli
innovativi di tutti i Mass media di pubblicità conosciuti o meno.
Chilelli: Secondo me ogni persona dovrebbe avere il diritto di
vedere il sogno di pubblicare qualsiasi libro vuole previa pagamento
indipendentemente dal livello di preparazione culturale e stile di scrittura,
ma è dura farlo solo figurativamente se uno ha ambizioni di farlo per mestiere
ma molti di noi si sottraggono ai limiti di una mentalità non aperta delle case
editrici medie e maggiori delle loro richieste di mercato e mode e filoni
momentanei cercando e pensando che se si discosta da un discorso di soliti
generi globalizzanti dei franchising della mcdonalizzazione che uno è abituato
a leggere e pensa che è talmente originale il suo prodotto finito che potrebbe
essere un nuovo personaggio che si insedia e farà tanti soldi. Ma in tema di
scarsità in Italia di lettori non è mai così.
11 Larsen:
Cosa pensi del business delle
case editrici e come dovrebbero essere organizzate quelle ideali per te e in
che modo con quali generi dovrebbero proporre, e secondo te su quali mezzi,
strumenti e piattaforme dovrebbero affacciarsi. E come dovrebbero essere anche
le case distributrici sulla bozza già fatta.
Chilelli: Le case editrici a mio avviso dovrebbero essere
complete ognuna di ogni tipo modaiolo o tradizionale di distribuzione, ma
inutile che le Major come la Mondadori e il suo gruppo e tutti i poli maggiori
distribuiscono anche per le minori se poi vige la regola rigida che se non
riesci a stampare e distribuire 5000 copie minimo e venderle tutte non prendono
soldi gli artisti minori come me che si appoggiano a case editrici minori che
non hanno il potere catalizzatore dei fondi europei della cultura e quindi
stampare poche copie; figurativamente per poeti e scrittori che sognano di
pubblicare con le Major ma non hanno gli agganci per farlo perché anche tra le
altre cose non
rientrano negli interessi di queste e
nei generi che dispongono ogni casa editrice minore dovrebbe avere ed essere
messa in grado di stampare migliaia e migliaia di copie ed è demenziale che
oltre a pubblicare i suoi libri Amazon con Kindle e a sua volta Mondadori o
wondermark pubblicizzata solo da SIAE, distribuiscono solo loro altre case
editrici o a sua volta appoggiandosi ad Amazon o altri penso ogni sito store
online di ogni casa editrice dovrebbe essere l'unico che distribuisce i propri
libri e non quelli degli altri per finta dopo vediamo se vendono sempre gli
stessi autori famosi.
12 Larsen:
E dei sindacati degli scrittori
italiani?
Chilelli: Io penso che i sindacati degli scrittori costringono a
rappresentare solo scrittori che scrivono solo secondo le regole rigide
editoriali delle idee politiche che riguardano il sindacato in questione
bisognerebbe inventare dei sindacati neutrali per scrittori non schierati
politicamente che non fanno libri politici.
13 Larsen: Torniamo
al tuo libro. Il disegno di copertina rappresenta due esseri soprannaturali i
quali, praticamente, non potrebbero mai stare insieme. Come è nato questo disegno?
È stato realizzato da te e dalla tua amica Daniela Boncori.
Chilelli: Il disegno di copertina rappresenta l'amore, lo
potremmo definire simbolicamente virtuale tra un angelo custode e la musa
ispiratrice delle sue gesta, una sirena che all'occorrenza diventa una fata
Morgana terrestre. La mia amica Daniela fa i disegni nel tempo libero senza
aver frequentato alcune corso di disegno o pittura, ma la trovo nella sua
naturalezza articolata semplice ed espressiva.
14
Larsen: Cosa pensi dei nuovi
mezzi di Mass media per affacciarsi al mondo dell'editoria come tik tok
audiolibri e book social network libri on demand e cosa ne pensi sul pubblicare
i testi delle poesie sui siti internet tradizionali, o per meglio dire su un
sito personale.
Chilelli: Io personalmente non trovo serio pubblicare sui social
network se questi si occupano soprattutto di tutto e niente come un porto di
mare. Io li ho provati e sono pericolosi perché ci sono gli hacker e possono
dare problemi con cellulari e computer. Per me infatti un libro deve essere
cartaceo e bisogna toccarlo con mano, sentire il suo profumo; viverlo lo stesso
ebook è dispersivo così come i portali di affitto mensile per leggere i libri
vanno contro i diritti degli autori perché si occupano di troppi autori
contemporaneamente, poi un libro deve rimanere in memoria e questo lo può dare
solo on demand o cartaceo scaffali.
15 Larsen: Hai considerazioni da fare sulle
agenzie letterarie e del self-publishing?
Chilelli: Penso che
sono due forme simili che gestiscono e aiutano gli artisti della penna, ma per
uno sconosciuto al grande pubblico come me sarebbe uno spreco di soldi già di
mio senza sapere se ci sarebbe un ritorno economico per me e gli addetti ai
lavori.
Poi non capisco come
fanno a chiamare il self-publishing auto pubblicazione se lo gestiscono società
che si sostituiscono alle stesse agenzie letterarie e case editrici a pagamento
e soprattutto, e quindi, è la stessa cosa perché devi dipendere da qualcuno.
Io giudico
self-publishing, come dice la parola, pubblicare sé stesso se potrei fare degli
autoprodotti a nome mio o fondare una casa editrice da me finanziata dove mi
occupo solo e soltanto dei miei libri e gestisco io i rapporti con i Mass Media
ed il pubblico, al massimo con il minore numero di collaboratori così come è mi
pare una baggianata.
Ora capisco, pagare
il prezzo del nascere artista non ricco.
16
Larsen: Parlaci del rapporto che
metti tra poesia e musica e dicci se c'è stata qualche canzone. d'amore
italiana importante tra artisti e gruppi preferiti che ha ispirato e stimolato
le tue nenie poetiche.
Chilelli: Io personalmente ho una grande passione come
ascoltatore di musica anche di canzoni d'amore e quelle pop e rock sempre
d'amore, in certi casi mi hanno ispirato anche come l'argomento scelto o tema
sul genere di amore in generale, ma non ho una canzone di amore preferita io
sono cresciuto col culto dei gruppi più che i solisti.
17 Larsen:
Che rapporto hai con il teatro poesia.
Chilelli: Il teatro poesia è un ottima forma per fare tutte e
due le cose insieme anche se il teatro vero e proprio è il teatro di prosa
ancora più che il musical, penso che i teatri più adatti alla poesia siano i
piccoli teatri off o d'essai.
18 Larsen:
Facciamo un po' di gossip sul
personaggio Danilo Chilelli per chi ti vuole conoscere meglio, per quello che
eri ieri e oggi nel corso dei tuoi anni trascorsi fino ad ora e dei tuoi interessi
in qualsiasi altra cosa della vita oltre alla musica e poesia.
Chilelli: Sono, come ripeto, un appassionato di gruppi musicali
classici di diversi generi angloamericani oltre che cultore del cappuccino al
bar e sono appassionato di moda ed eleganza in particolare di shopping di
marchi di media Moda come Zara ed H&M con i suoi pro e contro come sappiamo
riguardo vantaggi e svantaggi sul pianeta Terra.
19 Larsen:
che idea hai dei fortunati
scrittori famosi, del mondo dei giornalisti, critici, saggisti intorno al mondo
della poesia.
Chilelli: Per quanto riguarda gli scrittori famosi si tende a mischiare
un personaggio dello spettacolo o dello sport o della politica o della
religione o altri campi con i veri e propri scrittori di professione. Ho come
l'impressione che si leggono i libri perché la gente vuole sapere della vita
privata di quel VIP per fare dell'editoria del gossip, ma lo scrittore famoso e
affermato è tutt'altra cosa, è uno che inventa storie per fare riflettere le
persone.
Anche i giornalisti, saggisti, critici penso che
mangiano e scrivono articoli e libri su altri libri. Lo trovo demenziale. Ognuno
di noi, indipendentemente dal livello culturale, può o meno essere d'accordo
con un saggio e a sua volta scriverne un altro a suo modo, i veri scrittori
sono gli scrittori di romanzi, poesie e narrativa o cose del genere.
20 Larsen:
Torniamo al tuo libro. Come mai
questo numero così preciso 66 poesie per la tua prima silloge? sei un tipo scaramantico?
Chilelli: No, diciamo il numero 66 è per giocare a fare il
perfezionista.
21
Larsen: Come mai hai intitolato
una serie o saga di poesie d'amore, Lei è, eccetera, è riferito all'Anna che tu
nomini spesso e una saga poetica con gli stessi simili e uguali titoli e contenuti
non si era mai visto. Spiegaci come ti è venuta questa idea insolita originale
e in pieno progetto di idea in un vero e proprio franchising di una catena di
poesie d'amore e libri di poesie d'amore.
Chilelli: Diciamo questa saga di libri con all'interno tante
poesie che iniziano per titolo Lei è nasce dall'essermi ispirato ai franchising
delle serie televisive contemporanee per assurdo tante sono legate tra loro ma
altre prendono direzioni diverse. L'ho fatto perché pensavo che potesse essere
una novità di intendere una rivoluzione di intendere la poesia d'amore, sono
venute molto sperimentalmente di getto l'ho trovata, se pur forzata, una cosa
originale propria perché insolitamente di lunga durata come i vecchi poemetti.
22 Larsen: Che cos'è per te la poesia
ed in particolare la poesia d'amore?
Chilelli: Come ripeto, per poesia d'amore si può banalmente
intendere tutto quello che vorrei confessare per conquistare l'anima gemella o
la persona come avevo sognato che non ho mai incontrato. La poesia d'amore
riguarda i nostri stati d'animo momentanei e volubili, e dedico i miei versi a
tutti quei lettori uomini che si rivedono in me e quelle ragazze che apprezzano
queste dichiarazioni d'amore e argomenti d'amore di cui si parla e spero che
tocchi la loro interiorità e profondità d'animo dando loro delle emozioni, ma
non è mai facile accontentare il lettore tipo.
23
Larsen:
Spiegaci perché hai scelto di scrivere e come mai ti è venuto di scrivere in
metrica libera contemporanea.
Chilelli: Ho scelto di scrivere in metrica libera contemporanea
perché è la più adatta alla mia poesia, se scrivessi i miei concetti con la
tradizione della poesia in metrica di terzine e sestina senza rime commerciali
seppur mantenendo l'importanza e l'impegno della profondità dei concetti
probabilmente non funzionerebbe. Io mi ispirò alla metrica libera contemporanea
dei francesi e americani, ho provato a miscelare le due cose insieme e vedere
cosa ci esce con la mia massima umiltà.
24
Larsen: Da
quant' è che scrivi poesia d'amore e rapportarlo a qualche episodio di vita
vissuta di innamoramento o colpo di fulmine della tua vita vissuta.
Se hai scritto in passato recente e se stai scrivendo cose di diversi generi
letterario.
Chilelli: Io in passato ho scritto poesie e poemetti anche di
altri generi non solo di amore, ma non li ho presi mio malgrado in
considerazione e li ho tagliati specializzandomi sui versi d'amore che è anche
il titolo di un mediometraggio ispirato dalla mia trilogia di libri di poesie
d'amore e ho scritto diverse altre mie sceneggiature con una linea politica
saggistica ben precisa come ripeto, da qualche domanda fa.
Le mie poesie d'amore sono dedicate a tutte le donne
del mondo ma non una in particolare se non il mio egoismo poetico tramite lo
spirito dei miei libri di poesie d'amore di trovarla la musa ispiratrice, se
non nel descrivere la sua ipotetica fisionomia nelle mie poesie.
25
Larsen:
Spiegaci l'icona Anna e perché leghi questo nome come scritto nella
presentazione alla nonna di Gesù.
Chilelli: Anna è la nonna di Gesù, ma Anna l'ho scelto come
icona perché reversibile, come ho spiegato prima.
26
Larsen:
Parlaci della tua esperienza di vita vissuta e via dicendo nelle associazioni
culturali di poesia nel cuore di Roma e cosa pensi delle tradizionali rassegne
di libri Salone del libro di Torino e fiera della piccola e Media editoria di
Roma fino ad arrivare ai concorsi a pagamento e non e il premio Nobel per la
letteratura.
Chilelli: Per quanto
riguarda la mia esperienza nelle associazioni culturali di poesia di Roma ne ho
avute alcune per poche volte e altre per una volta, c'è ne sono state due che
ho vissuto la prima volta sei sette mesi ciascuna circa 22 anni fa ognuna con
il suo livello e in particolare quella più professionale che ho toccata l'ho
lasciata perché si tendeva a dare spazio solo a poeti e poetesse affermati e
famosi e là come nel più famoso salone del libro di Torino, la fiera e piccola
editoria di Roma si tendeva ad andare fuori tema invitando gente di spettacolo
VIP che si occupava di altre arti professionali ma che in quel momento non
aveva nulla a che fare anche con chi faceva fatica a presentare soltanto un
libro di poesie d'amore. Vedo queste manifestazioni rassegne ed eventi o
ritrovi che si fanno più come si fanno per l'Auditel i reality show, io sono un
po' uscito quasi dieci anni fa da quel discorso seppur ad un livello minore la
seconda volta per qualche annata che ci sono stato.
Per quanto riguarda
il premio Nobel per la letteratura lo trovo come un simbolo, se parliamo in
questo caso di letteratura poesia con i vincitori che hanno raggiunto il
massimo riconoscimento ma è un premio come qualsiasi altro premio per i
premiati non è detto che un poeta che non partecipa e che quindi non riceve
premi a concorsi a pagamento o gratuiti sia peggio solo perché è di nicchia e
già che ci sia differenza di economia tra tipi di concorsi la cosa non mi piace
io ho letto tante belle frasi di poeti sconosciuti che nei libri di poeti
famosi se le sognano.
27
Larsen: Che
idea ti sei fatto di un fenomeno ormai di tradizione ventennale come il bookcrossing.
Chilelli: Il
bookcrossing la trovo un’offesa come fenomeno di massa fatta per gente che
legge i libri a caso dello studentato contemporaneo di sinistra e spiegatemi
quale scrittore famoso è mai passato per queste cose nel suo percorso di
lettura.
28
Larsen:
Chi pensi dovrebbe recitare le tue poesie, attori di poesie che stanno sparendo
o tu stesso?
Chilelli: Ogni
associazione culturale di poesia e ogni poeta alle sue serate di poesia
dovrebbe avere un attore personale come gli attori di Hollywood per i
doppiatori, invece in Italia si manca di professionalità nel mondo della
poesia.
29
Larsen:
Cosa pensi dell'Inps che decide le cose sull'Ex ENPALS.
Chilelli: Mi sembra
ridicolo che l'INPS debba comandare sull'ex ENPALS visto che storicamente si è
occupata di lavoratori ordinari e non di autori attori e cose di spettacolo
Mass Media e altre arti.
30
Larsen:
Quali sono i tuoi poeti, poetesse e correnti poetiche preferite, e che idea ti
sei fatto del mondo delle biblioteche nazionali e comunali e delle tue
esperienze di vita quotidiana e cultura all'interno di esse?
Chilelli: Non ho
poeti o poetesse preferite, preferisco il genere ben preciso di poesia che è
quello per cui scrivo anche io cioè quella d'amore soprattutto in metrica
libera contemporanea.
La mia esperienza
nelle biblioteche del comune di Roma è stata sufficientemente positiva ma non
ci metterei mai un libro di poesie d'amore mio perché a chi interessa e mi
conosce o solo perché gli piace la poesia d'amore e vuole vedere anche la mia,
se lo legge e non lo compra mai.
31
Larsen: A
che pubblico è rivolta la tua poesia i tuoi libri?
Chilelli: La mia
poesia d'amore è rivolta a tutti gli innamorati di tutte le generazioni.
32
Larsen:
Cosa pensi delle definizioni di poesia amatoriale dilettante semiprofessionale,
professionale e cosa pensi di quelli che vogliono insegnare a scrivere e in
particolare poesie e canzoni.
Chilelli: Una vera e
propria differenza tra poesia amatoriale e professionale la trovo solo quando
quella amatoriale è troppo misera di qualità banale scontata e con pochi
concetti di alto livello, ma è una differenza di definizione che è di comodo al
sistema di lettori e soprattutto addetti ai lavori pseudo intellettuali che
basano sulla tecnica qualcosa che dovrebbe essere libertà di espressione che
viene dall'inconscio e mette il bastone tra i piedi a chiunque voglia fare la
sua strada come poeta.
Io dico una cosa
soltanto, come si fa ad insegnare tecnica e stile di composizione di poesie di
qualcosa come la poesia in metrica libera contemporanea se nasce senza regole,
e come si fa ad insegnare a qualcuno che non è prolifico e non ha mai scritto
di poesia e non sa se gli verrà mai?
33 Larsen: Che rapporto hai con il
pubblico e chi secondo te, compresa la critica giornalistica o artisti o poeti
ed editori o pubblico, dovrebbe giudicare una poesia o qualsiasi opera
letteraria.
Chilelli: Essendo la
mia prima pubblicazione devo dire che ho avuto poche critiche aspre e molti
complimenti.
Per me ai concorsi e
rassegne di poesia ci dovrebbero essere solo editori perché i giornalisti fanno
solo critiche poco costruttive e gli scrittori fermerebbero coloro che
meritocrazia li supererebbero.
34
Larsen: Hai formulato un tuo
pensiero per quanto riguarda le gare di poesia, le famose slang poetry che
vanno di moda da 20-30 anni a questa parte?
Chilelli: La poesia
non può essere una cosa fatta per gareggiare ma per confrontare e comunicare
con opinioni e gusti reciproci autori editori e pubblico.
35
Larsen: E dei blog di poesia,
dei poeti blogger e dei programmi televisivi e radiofonici sulla poesia? e
secondo te chi dovrebbe fare la promozione ed il marketing degli artisti poeti?
Chilelli: I poeti
blogger che scrivono sui blog li trovo dispersivi perché lo trovo un sistema
che limita di poter leggere un’opera per intero.
Penso che ogni poeta
che si rispetti dovrebbe avere un agente o un agenzia letteraria che gestisce i
rapporti con il pubblico, i Mass Media e le case editrici.
I programmi
radiofonici e televisivi sulla poesia sono occasionali e sono fatti nel corso
dei decenni per gonfiare ancora di più i fortunati famosi almeno nei principali
poli televisivi radio, ci vorrebbe qualcosa di più presente anche nelle
televisioni e radio web ma a favore per chi è sfortunato e non ha pubblicità e
riscontro di vendita pubblico e critica ed è chiuso dal sistema. Direi che
siamo ancora lontani da qualcosa del genere per una forma di letteratura che
purtroppo è rimasta di nicchia.
36 Larsen: La
società: che rapporto ha la poesia con la società di cui fa parte? E
l’elemento del “contrasto”?
Chilelli: La poesia
d'amore ha per lo più contrasto con la società contemporanea cinica e spietata,
immaginatevi i tanti uomini che commettono femminicidio come si può pensare che
la poesia d'amore di qualsiasi poeta l'abbia salvato da quell' atto vile e
codardo. A mio avviso per gli stessi motivi di pubblicità non per eventi
mondani per VIP ma per sensibilizzare le coscienze attraverso qualsiasi
alternativa di possibilità di pubblicare distribuzione e Mass Media in accordo.
37 Larsen: Il
tempo: le tue poesie sono più rivolte al passato, al presente o al
futuro? Il ricordo, l’analisi o l’immaginazione?
Chilelli: La mia
poesia non ha tempo o meglio ha il concetto di tempo per una storia di amore
per innamorati di tutte le generazioni, nel tempo comune di vita che ci
accomuna tutti non è passato non è presente non è futuro ma tutte e tre le cose
insieme.
38 Larsen: La
medicina: la poesia ha valore salvifico per il corpo e per l’anima? È
una “catarsi”? (Appagamento)
Chilelli: La poesia
d'amore può essere terapia e è una cosa che può appagare anima cuore mente e
corpo di chi legge e scrive ma dovrebbe essere fatta con cadenza di
purificazione almeno settimanale come lavaggio di coscienza.
39 Larsen: La
prassi: “il poeta” è una professione artistica non riconosciuta? Che
differenza c’è col narratore o col cantautore?
Chilelli: La
differenza tra poesia e canzone è che è fatta e posta con termini diversi anche
se con quella di metrica libera contemporanea ha cose in comune nei concetti a
confronto a volte è più profonda una a volte l'altra ma una è rimasta di
nicchia e l'altra ha raggiunto fenomeni di massa impensabili poi nelle regole
di base, la poesia può essere fatta con la metrica o meno mentre la canzone è
solo in metrica perché è accoppiata alla sua adatta melodia; la poesia d'amore
è nuda, si mette a nudo della sua essenza e di ogni scrupolo ma sana di ogni
principio che vorrebbe diventare un valore per l'egoismo di un poeta che lo
scrive e un ragazzo che ci si rivede nel sogno, che eterna tristezza
sentimentale diventa una storia d'amore importante.
Per ogni valore da
preservare c'è un prezzo per la figura che impersoniamo come poeti o la poesia
d'amore che leggiamo all'interno della società.
Volevo dire un prezzo
da pagare.
40
Larsen: Voglio rivolgerti un’ultima domanda. Dopo questa tua prima
pubblicazione ne seguiranno delle altre e se sì quando pensi vedranno la luce?
Chilelli: Questo
primo libro pubblicato fa parte di una trilogia di libri di cui altri due di
quantità minore di poesie d'amore, circa 50 ciascuno.
Non ho ancora chiaro
quando farò uscire il prossimo e l'altro ancora, bisogna dare al pubblico il
tempo di metabolizzare e digerire il primo libro che come ripeto non è facile
azzeccare i gusti e le emozioni altrui, specialmente per un aspirante poeta
all'esordio di pubblicazione come me.
Amore onesto
“Tu
per me sei la più bella,
perché
la più leale,
mai
adulatrice di seduzione falsa
e
ipocrita ingannatrice.
Ne
ami il corteggiamento,
che dà una
forzatura del nostro sentimento.”
(Danilo Chilelli. Poesie d’amore, p. 47)
https://www.ghaleb.it/istantanee43.htm
https://www.ibs.it/libri/autori/danilo-chilelli