I poeti del Cosmo

I poeti del Cosmo

24 febbraio 2025

La finestra dei Poeti - 10 marzo 2025

 


 di Antonio Torti

Sonno di bambino

Vorrei riposar la mente. 
Nettarla d'ogni pensiero.

Vorrei riposar l'anima, 
avvolgendola in coltri di silenzio.

Vorrei il sonno d'un bimbo, 
anelandone la pace.

Guardarlo dormire cullato d'innocenza. 
Di serena atarassia.

Una vista che cheta, scivola in meandri di dolcezza, 
in un mare di tranquillità.


di Giulia Romaniello

PETALI 

Sei tu, dono prezioso 
fiore non reciso, 
per te un petalo 
per la luce riflessa, 
un petalo per la notte 
vigile sul tuo sonno, 
un petalo 
per la lacrima di rugiada 
scesa dai tuoi occhi, 
un petalo per il tuo colore ritrovato, 
un petalo 
per il profumo versato 
sul tuo stelo in miniatura 
essenza d'ogni bellezza. 
Un petalo per il vento 
che ti porti lontana 
posato sulla pelle 
di chi t'aspetta, 
un petalo sul ghiaccio 
di montagna 
per resistere al tempo, 
un petalo sul corso d'acqua 
per donare scintilla, 
un petalo sul mondo 
per coprirne ogni sciagura. 
Siamo noi doni preziosi, 
petali di mille fiori, di mille luci, 
notti, lacrime, colori, profumi, venti, ghiacci, 
acque figlie d' universi 
stretti tra le mani.




Di Mira Vuk

GRECALE

Timidi fiori di mandorlo
rosati, appena abbozzati
alla nascita stretti stretti
ai rami, tremolano
come bimbi spauriti
al soffio tagliente del Grecale,
arditi resistono e raggrinzano
agli strali raggelati del vento
glaciale, come tu sei,
privo di velluto d'anima.
Spegneresti così anche
la fucina delle stelle
spianeresti natura e vita
per farne tempio del vuoto,
Vento non più schiavo:
ma schiavo mai fosti?
I fiorellini vivono, incatenati
all'albero,
o volano per sempre,
nei ricordi della mente
mai sgombra di te.
Non è l'amore la catena
- fu linfa, e ben lo sai! -
ma il vento soffia inquieto,
comprendo, e ormai lascio
sfiorire l'anticipata primavera,
realtà fugace, eppur sogno d'eternità.



di Stefania Di Pietro

Stelle cadenti

Siamo stelle cadenti,
in un guizzo di vita,
alla ricerca di una luce,
per giocare la nostra partita.
Siamo meteore,
rocce di passaggio,
impulsi e forze contrarie,
quando troviamo il coraggio.
Siamo un lampo nel deserto,
un granello di sabbia,
siamo polmoni al vento,
fuori dalla gabbia.
Siamo cuore e ragione,
siamo fatti e parole,
siamo il giorno e la notte,
un pò Luna e un pò Sole.
Ma siamo stelle cadenti,
un attimo di meraviglia,
una vita vissuta,senza scampo,
in un battito di ciglia!




di Carla Di Mattia

Passi di donna 

Mi vedo allo specchio 
per vedere i miei pregi 
o capire i miei difetti.
Tutte le volte 
mi chiedo 
dove sbaglio.
Senza giri di parole
la mia vita è 
ad un semaforo.
Attenta al rischio
del verbo sbagliare .
Vorrei soltanto 
volermi fidare . 
Alle forze esterne
trovo l'infiltrazione
e me ne fo
una ragione .
Cerco di cavarmela 
con i miei passi di donna .
Cerco di farmi comprendere.
Di reagire al meglio 
sulle situazioni.
Per evitare 
un incidente.
Chissà forse è meglio 
che resto a guardare .

09 febbraio 2025

La finestra dei poeti - 10 Febbraio 2025

 



10 febbraio 2025


Limpidi occhi
di Antonio Torti

Passan lustri come fossero giorni. 
Eppure ancora mi perdo in quell'occhi, cristallina acqua a cui attingere per dissetare anima.

Resto attonito da simile limpidezza. 
Fermo a mirar quelle luci di viso ben noto.

Luci che san dar quiete all'animo mio. 
Chiamano abbraccio, stretto. Calor che fonde due cuori in uno.


Occhi di mare
di Dani Larsen


Quando sei distante, ogni giorno mi riscopro sempre più affascinato da te. 
Quando sei lontana mi manca tutto, i miei nervi cercano tutto ciò che sei: 
pelle di crema, labbra di fragola… occhi di mare.

Quando sono lontano, ogni giorno mi ritrovo sempre più innamorato di te. 
Quando sono distante mi manca la tua presenza e le tue carezze, le tue risate e i tuoi baci di miele; schiuma sulla sabbia, viso angelico... occhi di mare.



L'altra metà del cuore
di Dionisio Moretti

Quando gli appare
l'altra metà del cuore
lui ingoia la voce
e lei non sa parlare.
Lui intreccia le mani,
si arrotola i capelli;
lei mastica la gomma,
fa i palloncini gialli.
- Dove ti sei nascosto,
perché non mi hai aspettata?...
- E tu dov'eri invece,
quanto ti ho cercata?...
Perfino sopra il monte
della dea Vacuna!
- Io invece nella valle
dove dorme la Luna.
- Ti ho amato dentro un sogno,
eri proprio tu.
- Ma io ti ho amata prima!
- Si, ma io di più!
- E mi amerai per sempre?
- Tutta la vita o niente.
- Per una vita intera?...
- Col cuore e con la mente.


COSMO 
di Giulia Romaniello

Non aspettare più niente
solo le stagioni accadere,
nello slancio ciclico di lotte impari
reminescenze asciutte
ad intervalli  umidi,
sono prue
dei trecentosessanta naviganti,
sparpagliate sul tavolo, capovolte.
Che sia scritta una linea
resta la probabilità di perdere, 
vincere o ritrovarsi tra le vene 
particelle di cosmo. 


ASPETTANDO LA FINE
di Gianni Sebastiani

Un grido soffocato, e quel fumo acre sale attraverso le catene del cielo,origliando il silenzio del sole 
che stende il suo velo 
sulle facce rassegnate di morte. 
Orfani di felicità nel male diabolico. 
Il fiore dell'amicizia nasce attraverso I fili
della vergogna. 
Nella rabbia di anime affamate,il cuore mio
si inaridisce,come l'acqua si asciuga nella sabbia. 
Piange il giorno
nella sorda terra,
oltre il silenzio della nebbia. 
Nell'agonia straziante 
di anime dilaniate,
si rifugia il pensiero 
tra cieli adirati,
dalle fattezze cavernose. 
Nella fine di un incubo 
attraverso le pareti
della vergogna. 
Che le lance dell'odio 
si spezzino nel cuore 
degli umili.
Che la pace di Dio
attraversi i corpi,
dilaniati dal male.
Negli occhi martoriati
dal dolore, rinasca la luce portata nella pace dell'anima.


Alla luna
di Stefania Di Pietro

Con gli occhi alla luna,
in quell'eterno stupore,
che mai stanca,
che incolla
lo sguardo,
in un'aura bianca...
Con gli occhi alla luna,
nel brillante e notturno
tremolìo celeste,
narrante di miti,
che si adorna
di una splendida veste...
Con gli occhi alla luna,
che si offre
ai rigidi pianeti,
che scruta attenta,
da sempre,
gli umani segreti... 


All'alba il vecchio pensa
di Calogero Vitale 

Infregolito dai colori dell'aurora
all'alba il vecchio pensa
ai tempi in cui all'alba ancor
non si dormiva e alla consorte egli s'offriva per far con lei le pulizie a casa.

Ed allora, messo il caffè nel ferro
e il ferro al fuoco sveglia la donna e con far gentile si lamenta dello sporco a terra e delle pulizie che ormai più non si fanno.

Oh grullo, risponde presto la vecchietta ho scopato ieri sera
e ho dato la solita cera
ma tu ormai non t'accorgi più di niente.


Robot selvaggio
di Carla Di Mattia

Tornare al cinema con un titolo a tema
il robot selvaggio
niente di più saggio.
Nonni e nipotina
che parlantina.
Con la sua risatina 
se piangevo come una bambina.


NOCHE TANGUERA
di Mira Vuk 
(A Vanni e al suo sguardo paterno, sempre con me, ogni volta che vortico nel tango della vita)


<<E ancora piango la tua assenza
senza ritorno né rimpianto
ho sporto il mio sguardo all’orizzonte
ma oscura è la via, e mi perdo.
Ricordo ora un sogno: era la notte
meno buia, noche tanguera
labbra rosse, morbide, onde nere
seriche a baciare gioventù
lo sguardo paterno, dal tavolino
seduto approvava bonario.
Solo un ballo! Dài, solo un altro giro!
Più veloce! Vortica con me!
Di gioia celeste e pura, bambina
corsi sì rapida quel giorno
a rivedere te e il tuo mondo
argentino, 
al vespro un lumicino portai  
or stringendo 
ogni struggimento futuro, 
ma più non eri, tu mai più – mai! –  
saresti stato, la nave salpò
imperturbabile 
per il grande viaggio. 

Non ti voltasti – no! – a salutare
chi ti cercava triste al molo, 
sguardo perso all’orizzonte lontano 
e solo oceano, dorato 
per la luce delle stelle discoste, 
sature di misericordia, 
che osservano il destino di chi resta. 
Viaggia serena la marina, 
persa nell’incanto dei crepitii
di un fuoco allegro e dispettoso
testimone dei gauchos della Pampa
a raccontarsi storie rudi, 
matè bollente a specchiare la luna
e il silenzio, a tratti rotto
dal vento pampero, nella promessa
dell’oblio
di pace, e sconfinati spazi
di silenzio, 
eco di vite ormai indistinte. 
Sogni. I sogni svaniscono già 
rarefatti nella scia stanca.
Illusioni, fredde
acque se le tocchi.

Il cristallo dei vini delle Langhe, 
e il calore delle zuppe di funghi, 
è natura morta, dimenticata 
nel tuo vecchio mondo, che hai lasciato.
La frontiera è la tua mèta 
terre di confine, ove
la possibilità vive
nei deserti silenziosi: 
lande interminabili
realizzano geometrie
dell’aleph, eterno punto
mobile, potenza antica,
e interrogativo dolce
pulsante della divina 
presenza che ti accoglie.

Né cielo, né terra sicura altrove,
mistero splendente al di là del mare,
ora e per sempre Parola infinita,
amore eterno, senza voce, sarai.>>